A remare contro il fotovoltaico in Italia ci si è messa anche l'Agenzia delle Entrate, che con la circolare 36/E del 19 dicembre 2013 ha deciso di regolamentare gli aspetti catastali di un impianto fotovoltaico.
Ad esempio gli impianti fotovoltaici a terra, considerati beni immobili, devono venir accatastati nella categoria D/1 "opifici".
E questo, per tutte le aziende, va ad incidere ad esempio di criteri ed i tempi con cui un impianto fotovoltaico viene portato fiscalmente in ammortamento... se fino ad oggi un impianto fotovoltaico, dal punto di vista fiscale, si ammortizzava in circa 11 anni, adesso questi anni diventano 25.
Vengono poi stabiliti i criteri per cui un impianto fotovoltaico sul tetto può incidere sulla rendita catastale dell'edificio (aumentandola, of course...), e quindi comportando un aumento delle varie ICI, IMU, TASI, IRPEF ecc. ecc.
Insomma, decisamente niente buone notizie per il fotovoltaico in Italia... ma da quando ce ne sono?
Leggetevi pure tutte le 66 "chiarissime" pagine della circolare e fatevi un'idea vostra...
Ho deciso. Voglio i pannelli fotovoltaici sul mio tetto! Il perchè, dovrebbe esser ovvio... e se non lo fosse, lo spiegherò sul blog. Se volete accompagnarmi in questa avventura...
giovedì 13 marzo 2014
giovedì 18 ottobre 2012
Quer pasticciaccio brutto del fotovoltaico gratis...
Poco più di due anni fa avevo annunciato su questo blog l'iniziativa della provincia (minuscolo deliberato) di Trieste che avrebbe permesso (nelle intenzioni) di "mettere a disposizione della cittadinanza mille impianti fotovoltaici senza alcun onere di spesa legata all’acquisto o all’installazione degli stessi."
Già allora esprimevo qualche perplessità sull'iniziativa, che essenzialmente non era diversa da mille altre che nello stesso periodo i fornitori offrivano direttamente agli utenti, e che possiamo riassumere in: "Tu, utente, hai a disposizione un tetto ben orientato? Bene, io, azienda, ci metto l'impianto ed i pannelli, tu non scuci una lira, tu per un tot di anni ti cucchi l'energia elettrica domestica gratis, ed io azienda invece mi cucco i proventi del "conto energia".
E mi chiedevo quale fosse il ruolo della provincia (minuscolo sempre deliberato)...
Ebbene, adesso si è scoperto quale era il ruolo della provincia. La provincia ha svolto il ruolo che doverosamente svolge qualsiasi amministrazione pubblica italiana da trent'anni a questa parte, ovvero rallentare il tutto a dismisura, dando magistrale dimostrazione di come rendere difficile il facile attraverso l'inutile.
Il tutto è saltato fuori con un articolo de Il Piccolo del 15 ottobre, in cui sostanzialmente si scopre che:
In tutto ciò c'era un unico ruolo della provincia che avrebbe avuto senso, e riguardava l'attivazione degli impianti fotovoltaici in zone tutelate (e quindi i progetti soggetti a nulla osta da parte della locale sovrintendenza): la provincia avrebbe dovuto farsi parte attiva in modo da trovare una soluzione "politica" per semplificare questi procedimenti, renderli quindi meno costosi ed accelerarli.
Infatti, se il fornitore (secondo le intenzioni iniziali) poteva sostenere i normali costi di progettazione e realizzazione degli impianti, non avrebbe potuto sostenere i maggiori costi dell'autorizzazione paesaggistica...
Ebbene, anche in tutto ciò la provincia ha fallito: tutte le domande che riguardavano impianti in zone sottoposte a vincolo paesaggistico sono state "temporaneamente accantonate", e quindi in due anni nulla è stato fatto...
Quindi, riassumendo:
Già allora esprimevo qualche perplessità sull'iniziativa, che essenzialmente non era diversa da mille altre che nello stesso periodo i fornitori offrivano direttamente agli utenti, e che possiamo riassumere in: "Tu, utente, hai a disposizione un tetto ben orientato? Bene, io, azienda, ci metto l'impianto ed i pannelli, tu non scuci una lira, tu per un tot di anni ti cucchi l'energia elettrica domestica gratis, ed io azienda invece mi cucco i proventi del "conto energia".
E mi chiedevo quale fosse il ruolo della provincia (minuscolo sempre deliberato)...
Ebbene, adesso si è scoperto quale era il ruolo della provincia. La provincia ha svolto il ruolo che doverosamente svolge qualsiasi amministrazione pubblica italiana da trent'anni a questa parte, ovvero rallentare il tutto a dismisura, dando magistrale dimostrazione di come rendere difficile il facile attraverso l'inutile.
Il tutto è saltato fuori con un articolo de Il Piccolo del 15 ottobre, in cui sostanzialmente si scopre che:
- a distanza di oltre due anni, il progetto è ben lontano dall'esser concluso
- nel frattempo, con l'ultimo, famigerato "conto energia", ed il taglio drastico dei relativi incentivi, i fornitori non possono ovviamente più permettersi la fornitura a queste condizioni
In tutto ciò c'era un unico ruolo della provincia che avrebbe avuto senso, e riguardava l'attivazione degli impianti fotovoltaici in zone tutelate (e quindi i progetti soggetti a nulla osta da parte della locale sovrintendenza): la provincia avrebbe dovuto farsi parte attiva in modo da trovare una soluzione "politica" per semplificare questi procedimenti, renderli quindi meno costosi ed accelerarli.
Infatti, se il fornitore (secondo le intenzioni iniziali) poteva sostenere i normali costi di progettazione e realizzazione degli impianti, non avrebbe potuto sostenere i maggiori costi dell'autorizzazione paesaggistica...
Ebbene, anche in tutto ciò la provincia ha fallito: tutte le domande che riguardavano impianti in zone sottoposte a vincolo paesaggistico sono state "temporaneamente accantonate", e quindi in due anni nulla è stato fatto...
Quindi, riassumendo:
- chi, due anni fa, si fosse rivolto direttamente ad un qualsiasi fornitore, oggi avrebbe l'impianto
mercoledì 22 agosto 2012
finalmente entrato in vigore l'obbligo di installazione di impianti da fonti rinnovabili
Il 31 maggio scorso è finalmente definitivamente entrato in vigore il Dlgs 28/2011, che sancisce l'obbligo di installazione di impianti alimentati da energie rinnovabili per gli edifici di nuova coostruzione o sottoposti a rilevanti interventi di ristrutturazione.
Sinteticamente: devono venir installati impianti di produzione energia termica che garantiscano:
Sinteticamente: devono venir installati impianti di produzione energia termica che garantiscano:
- almeno il 50% del fabbisogno di acqua calda snitaria
- il 20% del fabbisogno per il raffrescamento ed il riscaldamento (se la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 31/5/12 al 31/12/2013)
- il 35% del fabbisogno per il raffrescamento ed il riscaldamento (se la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 01/01/13 al 31/12/2016)
- il 50% del fabbisogno per il raffrescamento ed il riscaldamento (se la richiesta del titolo edilizio è presentata dopo il 31/12/2016
In caso i edifici pubblici, le percentuali sono aumentate del 10%.
Ovviamente, il relativo regolamento non è stato ancora emanato...
martedì 21 agosto 2012
SCONVOLGENTE PERCORSO DI UN TECNICO PER REALIZZARE E FARE INCENTIVARE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO
Una delle frasi più ricorrenti, in questo periodo di crisi, è che la burocrazia uccide il Paese.
Verissimo!
Voglio raccontare, a scopo dimostrativo della coerenza della mia affermazione, un caso reale e concreto di autentica follia, elencando con precisione a cosa va incontro un tecnico per completare l’iter burocratico per la realizzazione e l’incentivazione di un impianto fotovoltaico.
Supponiamo di essere sfortunati al primo passo e che l’edificio dove vogliamo installare l’impianto ricada in tutela paesaggistica o di centro storico. Via con la prima raffica di scartoffie di cui riporto un preciso e dettagliato elenco :
1) modulo di richiesta in funzione dei vari enti
2) estratto mappa catastale
3) estratto prg
4) tavola di progetto
5) relazione tecnica
6) Documentazione fotografica
7) documento di identità del richiedente/i
8) documento di identità del progettista
9) allegato di consenso nel caso di più proprietari.
Presentato il primo “plico” occorre armarsi di santa pazienza e aspettare che la Commissione esamini il progetto nella speranza che venga approvato. Supponiamo di essere stati fortunati ed avere ottenuto l’approvazione “al primo tentativo”. Ora disponiamo dell’autorizzazione della tutela.
Secondo passo del calvario : presentazione della DIA (o altro titolo autorizzativo/abilitativo) in Comune. Anche in questo caso la nostra stampante dovrà darsi da fare: sempre per non essere generico elenco con precisione gli elaborati necessari, premesso che questo aspetto è di competenza comunale e pertanto nella varie zone d’Italia possono esserci delle diversità. Il caso specifico è per la provincia di Trento.
1) modulo dia
2) modulo allegato B (elaborati parte integrante della domanda di concessione / denuncia d'inizio di attività);
3) modulo allegato C (provvedimenti relativi domanda di concessione / denuncia d'inizio di attività)
4) Eventuale parere positivo autorizzazione paesaggistica di cui sopra
5) planimetria di progetto con schema elettrico unifilare
6) relazione tecnica impianto
7) estratto mappa catastale
8) estratto prg
9) documentazione fotografica
10) documento del richiedente
11) documento del progettista
12) quadro sinottico degli elaborati
13) modulo statistica (vero capolavoro burocratico!)
14) comunicazione di inizio lavori (con tutte le scartoffie della ditta DURC, dichiarazione organico ecc)
15) modulo accettazione ditta.
Con una buona parte della risma di carta inserita nella stampante già consumata, proseguiamo e cambiamo “fronte” e iniziamo la maratona della connessione alla rete (più faticosa dei canonici 42.195 km) . Qui occorre fare un distinguo poiché ogni Ente Gestore ha il suo ITER. In Trentino lavorare con SET Distribuzione è abbastanza agevole avendo a che fare con persone che dimostrano disponibilità, capacità e soprattutto buon senso. Ma nel caso si avesse a che fare con ENEL le cose vanno in maniera ben diversa: un vero inferno, senza timore di essere retorici.
Ultimamente avrebbe dovuto essere messa in atto una semplificazione: i portali informatici Internet…. Ebbene, specie nel caso di ENEL, questa si è invece rivelata un’astuta trappola per ostacolare occultamente gli operatori. Il portale è quanto di più inefficiente e ingestibile possa esistere. Diverso per il portale SET che pare ben strutturato e, a parte qualche comprensibile problemino di start-up, funziona bene.
In ogni caso, cercando di uniformare la procedura, diversa appunto da gestore a gestore, l’iter è il seguente 1) Compilazione di modulo dati del cliente
2) Presentazione del progetto
3) Relazione tecnica
4) Dichiarazione di proprietà del tetto da parte dell’aspirante produttore
5) Documenti di identità.
L’Ente distributore risponde con un preventivo di connessione che dovrà essere sottoscritto con l’immancabile modulo. Dopodiché sarà presentata la fattura da pagare, la cui attestazione di pagamento dovrà ovviamente essere caricata sul portale.
Fatto questo inizia la parte più INSIGNIFICANTE del tutto. Realizzare l’impianto!
Una volta concluso questo lavoro assolutamente secondario, il massacro burocratico continua.
Ed ecco una nuova trappola per l’utente : il portale GAUDI!!!! Ovvero il Registro Nazionale degli impianti di produzione. Agli albori del fotovoltaico si chiamava CENSIMP (censimento impianti) ed era una pratica che si espletava in non più di 10 minuti. Ma siccome era troppo facile… hanno reputato necessario complicare e burocratizzare ancora di più le cose! Vediamo allora, sempre per essere precisi e non generici, i passi di questa ennesima pazzia. Prima registrazione sul portale con i soliti dati del cliente che ormai il tecnico conosce già a memoria: il primo risultato è un foglio di attestazione che l’impianto è stato “censito” . Una volta finiva appunto qui, ora no. Occorre, perdendo TANTO tempo rientrare nel portale per vedere se l’Ente Gestore ha “validato” la pratica. Fatto questo il tecnico deve attivare una diavoleria che si chiama UPNR o UPR (Unità produttiva rilevante o non rilevante). Poi deve, in un'altra sezione, andare ad inserire la data in cui l’impianto è stato finito. Ma non finisce qui! Ora il povero tecnico dovrà aspettare che ENEL e TERNA si parlino fra di loro (cosa che appare estremamente difficoltosa) per “abilitare la connessione”. Senza questo “importantissimo e fondamentale” (in senso ironico se non si capisse…..) passaggio, ENEL non va dall’utente a connettere l’impianto. In pratica deve abilitare sé stessa… senza che l’utente possa fare nulla.
Supponiamo di avere scavallato anche questa tappa …. di strada e di carta ne abbiamo ancora da stampare a tonnellate ( con gioia immensa degli energivori…). Passiamo quindi alla comunicazione di fine lavori ENEL….
Ecco la lista dettagliata e vi assicuro che non vi stiamo prendendo in giro: è tutto vero !
1) regolamento di esercizio
2) allegato a al rde - dichiarazione di conformità e verifica dell’impianto di produzione e sistema di protezione di interfaccia + foto autotest inverter
3) allegato b al rde - schema elettrico unifilare
4) allegato c al rde – elenco e recapiti del personale autorizzato
5) allegato d al rde - addendum tecnico al regolamento di esercizio
6) allegato e al rde : scheda sui rischi specifici relativi alle attività ENEL nel punto di connessione
7) allegato f al rde - dichiarazione sostitutiva per inverter ,per delibera aegg 84/2012
8) allegato a al preventivo- accettazione del preventivo – con c.d.i.
9) attestazione di pagamento del preventivo
10) attestazione gaudi ( si proprio lei…quella di prima!!!!)
11) allegato p , comunicazione fine lavori
12) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di avvio dell’iter autorizzativo
13) relazione tecnica (sopra i 6 kW).
A questo punto , forse, se non abbiamo sbagliato una crocetta o una scritta in uno degli infiniti moduli, che per aumentare il livello di difficoltà vengono modificati con ammirevole e perseverante frequenza, il nostro impianto è connesso alla rete.
Pensate sia finita qui?? No, no.. benvenuti nelle forche Caudine del GSE o ancora peggio delle Agenzie delle dogane (se l’impianto serve anche per autoprodursi l’energia e ha potenza superiore ai 20 kW…. In pratica se fai una cosa giusta devi essere giustamente punito con ulteriori massacri burocratici)
La pratica GSE è davvero un esempio inappuntabile del perché stiamo affondando come Paese… di come questa burocrazia inutile e idiota assorba energie che potrebbero essere usate in maniera più produttiva.
Iniziamo con entrare nel portale (se funziona…..) e registrare utente e impianto. Compilare una scheda tecnica che ha dell’incredibile (ad esempio dobbiamo riportare i numeri di matricola dei contatori di produzione e scambio installati….. ) e altre cosette.
Poi inizia la mattanza dell’inserimento degli allegati elettronici…. Anche qui non vi stiamo prendendo in giro anche se, effettivamente, pare una barzelletta…. Eccoli , numerati, con teutonica precisione:
1) richiesta di concessione tariffe incentivanti
2) certificato antimafia
3) dichiarazione sost. di atto di notorietà con allegato documento di identità
4) scheda tecnica finale d'impianto
5) relazione tecnica (solo impianti p> 6kw)
6) schemi elettrici di sistema
7) elaborati grafici di dettaglio
8) planimetria (solo impianti p> 6kw)
9) 5 fotografie impianto
10) elenco moduli fotovoltaici (ebbene si , numeri di matricola UNO AD UNO)
11) elenco convertitori
12) dichiarazione proprietà immobile
13) autorizzazione alla costruzione dell'impianto
14) dichiarazione del comune attestante la validità del titolo autorizzativo
15) comunicazione codice pod
16) verbali di installazione contatori
17) attestazione gaudi (ancora lei!!! Ormai anche chi legge ci sarà affezionato)
18) certificati di ispezione di fabbrica di moduli ed inverter
19) documento di identità del soggetto responsabile/legale rappresentante.
Ultimamente siccome non bastava…. altri 2-3 certificati dei pannelli ma ve li risparmiamo….
Ma anche con il GSE non è ancora finita…. Nella beata speranza che si ottenga l’agognata “TARIFFA RICONOSCIUTA” e non si incappi nelle più strampalate richieste di integrazioni, occorre ancora burocratizzare la convenzione Conto Energia e Scambio sul Posto (o ritiro dedicato), nel prossimo futuro quella per la tariffa omnicomprensiva. Di questo, per decenza,Vi risparmiamo i vari passaggi.
Se, per caso, il vostro impianto superasse la potenza dei 20 kW dovrete addentrarvi nel simpatico mondo della domanda per officina elettrica. Sarete stufi di elenchi, ma non mi esimo nello scrivere che sono circa 10 documenti. Poi dovrete abilitarvi su un ennesimo portale (qui davvero per riuscirci occorre essere un vero mago informatico tanto che sul mercato ci sono figure professionali che si propongono di fare esclusivamente questo) per comunicare ogni anno l’energia auto consumata.
Occorrerebbe scrivere un libro per snocciolare tutti gli ostacoli che la burocrazia, ideata ad hoc da “utili” enti, crea a tecnici e aspiranti produttori. Per essere ancora precisi un breve elenco : 4 diversi conti energia in due anni!, delibere AEGG, circolari VV.FF, e ultimamente una nuova norma tecnica di connessione, la CEI 0-21, che di tecnico non ha molto, ma è stata emanata ad arte con il principale scopo di ostacolare le connessioni richiedendo l’uso di materiali e dispositivi irreperibili sul mercato (voglio sentire chi si permette di confutare questa affermazione) , con lo scopo di aumentare artificiosamente il costo degli impianti. Tutto questo andando contro la naturale tendenza alla riduzione dei costi che dovrebbe portare un giorno al vero scopo e sogno di chi si dedica al settore: poter realizzare impianti senza incentivazione. Ma questo nostro sogno rappresenta anche l’autentico TERRORE dei possessori delle inquinanti centrali termolettriche (rendimento generale del sistema di produzione poco superiore al 40%... cioè il 60% del potere calorifico del combustibile bruciato e che inquina viene sprecato ) cioè i monopolisti…..
Una domanda ora pare lecita : vi sembra normale tutto questo? Vi sembra logico, civile?
Vi sembra indice di ricerca di competitività? Si sprecano fiumi di parole per incentivare la crescita e ci troviamo di fronte a simili paradossali situazioni?
O… forse, vi è una ferrea volontà da parte di chi perde svariati milioni di euro di guadagni, a causa della produzione di energia da fonti rinnovabili, di “impantanare” il settore con la burocrazia?
Vi pare normale che il responsabile del settore energia del Ministero dello Svilippo Economico sia una persona che ha lavorato anni proprio per ENEL?
Perché invece non si inizia a pensare alla completa riconversione del sistema di produzione di energia elettrica, della rete di distribuzione, sul principio che le centrali dovranno avere il compito di supportare con ampia capacità di modulazione di potenza la produzione da fonti rinnovabili che hanno profili di erogazione non totalmente prevedibili? (anche se sono stati fatti grandi passi avanti su questo).
E’ improponibile per un politico dichiararsi ufficialmente contrario alle Energie Rinnovabili, perché la gente ha capito che un futuro sostenibile passa solo ed esclusivamente attraverso la produzione di energia prodotta da fonti rinnovabili.
E quindi per bloccare tutto, per non fare perdere milioni di euro ai monopolisti dell’energia, ma non perdere nemmeno la propria “facciata” politica si ricorre ad una demenziale e apertamente velenosa burocrazia nella quale si riscontra, inoltre, la totale mancanza di rispetto nei confronti delle competenze dei tecnici abilitati ad esercitare la propria professione.
E’ triste e umiliante dovere riconoscere che purtroppo non vi stiamo raccontando una barzelletta né che si tratti di una lamentela di chi non ha voglia di lavorare….ma, come la storia insegna, le tecnologie migliori alla fine vincono e sarà così anche questa volta. Alla faccia di chi ci vuole male!!!
lunedì 20 agosto 2012
Ogni Resistenza è Futile: Il governo distrugge l'industria fotovoltaica
Ogni Resistenza è Futile: Il governo distrugge l'industria fotovoltaica:
Messaggio ricevuto da una mailing list.
Ciao XXXX, sono YYYY della cooperativa ZZZZ ti scrivo dal Trentino, anche per noi il V conto enegia stà rappresentando la fine dei progetti sul fotovoltaico (probabilmente continueremo a istallare piccoli impianti per qualche nostro socio).
Stiamo monitorando la situazione, ma se non ci saranno ulteriori novità credo sarà molto difficile continuare l'attività in questa direzione.
Ti farò sapere come procede la nostra attività e se riusciremo a trovare qualche formula da poter utilizzare.
Triste, eh?
Non ho mai sopportato la stupidità.
Soprattutto nei rappresentanti del governo.
domenica 24 giugno 2012
nuova bozza (ufficiosa) del quinto Conto Energia
Dovrebbe essere imminente la pubblicazione del decreto interministeriale relativo al V Conto Energia.
Nel frattempo, ha cominciato a circolare una bozza, secondo la quale sembrerebbe che siano state accolte solo parzialmente le richieste delle Regioni e delle varie associazioni di categoria.
Secondo tale bozza:
- verrà mantenuta l'introduzione di un registro a partire dai 12 chilowatt, fatta eccezione per impianti di amministrazioni pubbliche
- il costo massimo annuo viene fissata in 6,7 miliardi di euro, dopodiché cesserà qualsiasi ulteriore incentivo al fotovoltaico (per la cronaca: attualmente siamo già a 5,8 miliardi di euro, e per quando il decreto sarà pubblicato si saranno già probabilmente superati i 6 miliardi)
In pratica: il Conto Energia sta per morire - sono previste agevolazioni alle zone colpite dai recenti sismi
- vi saranno delle modifiche tariffarie per gli impianti superiori al megawatt
- le tariffe incentivanti previste nel primo semestre dal quinto Conto Energia (per quei pochi che riusciranno ad usufruirne) variano 10,9 centesimi di euro per chilowattora per impianti al suolo oltre i 5 megawatt fino ai 20,1 centesimi per impianti per un sistema su tetto tra 1 e 3 chilowatt.
sabato 2 giugno 2012
TAR: i pannelli fotovoltaici non degradano l'ambiente
Il TAR del Veneto, con la sentenza n. 48/2012, ha stabilito che la presenza di pannelli fotovoltaici non comporta necessariamente degrado per l'ambiente circostante, anche in presenza di eventuali vincoli paesaggistici per la zona.
Riporto integralmente questa interessante sentenza:
N. 00048/2012 REG.PROV.COLL.
N. 01265/2011 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm., nel giudizio introdotto con il ricorso 1265/11, integrato da motivi aggiunti, proposto da [...], rappresentati e difesi dagli avv.ti [...], con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo in è...;
contro il Comune di Susegana, in persona del sindaco pro tempore, non costituito in giudizio;
il Ministero per i beni e le attività culturali, in persona del ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Venezia, domiciliataria ex lege;
per l’annullamento, quanto al ricorso principale, del provvedimento 12 maggio 2011, prot. n. 7816, con cui il Comune di Susegana ha negato l’autorizzazione paesaggistica per lavori di “posizionamento di pannelli fotovoltaici integrati sulla falda di copertura”, del presupposto parere 7 aprile 2011 prot. n. 9306, della competente Soprintendenza con cui le opere oggetto dell’istanza sono state ritenute incompatibili con i valori paesaggistici tutelati; nonché della comunicazione 15 aprile 2011 prot. n. 6127 del Comune di Susegana, recante i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza presentata dai ricorrenti. nonché, quanto ai motivi aggiunti depositati il 24 novembre 2011, del provvedimento 21 settembre 2011, prot. n. 15701 del Comune di Susegana, con il quale è stata comunicata la determinazione definitiva di diniego sull’istanza di autorizzazione paesaggistica 9 maggio 2011, n. 7536, presentata dai ricorrenti, dei pareri 19 luglio 2011 prot. n. 20050 e 30 agosto 2011 prot. 23631, della competente Soprintendenza con cui le opere oggetto dell’istanza sono state ritenute incompatibili con i valori paesaggistici tutelati.
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione per i beni e le attività culturali;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 14 dicembre 2011 il cons. avv.[...] e uditi l’avv. [...] per i ricorrenti e l’avv. dello Stato [...] per l’Amministrazione statale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1.1. [...] sono proprietari di una villetta d’abitazione monofamiliare a Colfosco di Susegana (Treviso), in un’area residenziale, nella quale è presente un cospicuo numero di altre costruzioni consimili, e che è soggetta a vincolo paesaggistico, istituito con d.m. 6 novembre 1965, e relativo alla zona che circonda il castello di Collalto.
1.2. [...] hanno deciso d’installare dei pannelli fotovoltaici, integrati con il tetto dell’abitazione, ed hanno perciò richiesto una prima autorizzazione paesaggistica, sulla quale si è pronunciata negativamente la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso con parere 7 aprile 2011, prot. n. 9306, assumendo che l’intervento sarebbe stato incompatibile con i valori paesaggistici tutelati. Ne è seguito il provvedimento 12 maggio 2011, prot. n. 7816, a firma del responsabile del procedimento dell’Area IV – gestione del territorio del Comune di Susegana, con il quale è stata comunicata la determinazione definitiva di diniego sull’istanza di autorizzazione paesaggistica: atto che, insieme al parere, è stato impugnato con il ricorso principale in esame.
1.3. Nel frattempo, tuttavia, i ricorrenti avevano presentato un nuovo progetto, ritenuto meno impattante, anche per uniformarsi all’indicazione resa dalla commissione edilizia comunale (e cioè di uniformare l’intera superficie a falda con i pannelli, eliminando la porzione a coppo, in modo tale da rendere omogenea la falda interessata) ma anche su questo la Soprintendenza si è pronunciata negativamente con i due successivi parere 19 luglio 2011 prot. n. 20050 e 30 agosto 2011 prot. 23631, cui è seguito il nuovo diniego comunale 21 settembre 2011, prot. n. 15701, impugnato con motivi aggiunti unitamente ai nuovi pareri.
1.4. Si è costituita in giudizio l’Amministrazione statale, concludendo per la reiezione, ma non quella comunale, sebbene ritualmente evocata.
2.1. Il ricorso principale, dopo la presentazione del nuovo progetto, destinato evidentemente a sostituire il precedente, è divenuto improcedibile.
2.2. Il parere sfavorevole e vincolante della Soprintendenza appare viziato da travisamento e difetto di motivazione ed è evidentemente fondato – come osservato dai ricorrenti – sul postulato che la presenza dei pannelli fotovoltaici costituisca comunque un degrado per l’ambiente circostante, quale che siano la modalità di installazione e le loro dimensioni: ciò che, viceversa, secondo ragionevolezza ed esperienza, non si può affermare per la gran parte degli stessi – ormai diffusamente presenti sul territorio, e largamente incentivati dalle leggi statali e regionali – e comunque per l’impianto de quo. Infatti, nel secondo progetto, i pannelli fotovoltaici costituiscono l’omogenea copertura di una sola falda del tetto – con cui fanno dunque corpo – della costruzione, la quale a sua volta appartiene alla tipologie delle villette unifamiliari su due piani, di recente e normale fattura, posta al lato di una strada totalmente urbanizzata (dove si contano decine di costruzioni consimili) e non lontana da una scuola e da una chiesa: la stessa Soprintendenza, del resto, riconosce che è fuori del nucleo abitato in cui si trova la costruzione interessata che il sito assume connotati di rara bellezza naturalistica.
2.3. Affermare che un simile intervento possa alterare il panorama della zona non pare ragionevolmente sostenibile, considerato che il Castello di Collalto, ragione e perno del vincolo, si trova a chilometri di distanza: la presenza dei pannelli fotovoltaici appoggiati sul tetto di una qualsiasi abitazione, e formanti corpo con esso, è insignificante in un siffatto contesto, tanto più considerata l’ampia ed acquisita presenza sul territorio regionale di impianti simili, di contenute analoghe dimensioni, tali da essere ormai divenuti un elemento architettonico sostanzialmente insignificante.
2.4. In altri termini, non s’intende affermare che, nello specifico contesto, quei pannelli non aggravano un ipotetico preesistente degrado, ma invece che gli stessi si pongono come un intervento che non altera il contesto perché, in concreto, non lo trasforma.
3.1. I pareri 19 luglio 2011 prot. n. 20050 e 30 agosto 2011 prot. 23631, della Soprintendenza ed il provvedimento 21 settembre 2011, prot. n. 15701 del Comune di Susegana vanno dunque annullati.
3.2. Per effetto dell’annullamento giurisdizionale, che, stante l’originaria illegittimità dell’atto amministrativo, produce i suoi effetti ex tunc, si deve ritenere definitivamente consumato il potere della Soprintendenza di ripronunciare un ulteriore parere, in conformità al disposto di cui all’art. 146, comma V segg, del d. lgs. 42/04: su tale fondamento il Comune dovrà riprovvedere sull’autorizzazione paesaggistica richiesta.
4. Le spese di lite, integralmente compensate con il Comune, seguono la soccombenza per l’Amministrazione per i beni e le attività culturali, e sono liquidate come da dispositivo.
P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe,
a) dichiara improcedibile il ricorso principale;
b) accoglie il ricorso per motivi aggiunti e, per l’effetto, annulla il provvedimento 21 settembre 2011, prot. n. 15701 del Comune di Susegana, ed i pareri 19 luglio 2011 prot. n. 20050 e 30 agosto 2011 prot. 23631 della Soprintendenza.
Compensa le spese di lite tra i ricorrenti ed il Comune e condanna l’Amministrazione per i beni e le attività culturali alla loro rifusione in favore dei ricorrenti, liquidandole in € 2.500,00 per diritti ed onorari, oltre i.v.a. e c.p.a. ed all’importo del contributo unificato di legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Venezia nella camera di consiglio addì 14 dicembre 2011 con l’intervento dei signori magistrati: [...]
Il 25/01/2012 DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
martedì 29 maggio 2012
supporti per fotovoltaico fai-da-te
La foto non ha bisogno di molti commenti: dei plinti realizzati in maniera semplice, economica, quasi geniale:
Un po' di considerazioni e di possibili miglioramenti:
- il calcestruzzo preparato non è propriamente "a regola d'arte": troppa acqua...
- conviene usare un calcestruzzo con ghiaia da getto ed aggiungere un po' di sabbia fine: ne guadagnerà il lato estetico (la superficie sarà più liscia ed omogenea)
- conviene riempire totalmente i catini (o secchi) di calcestruzzo, realizzando anche una lieve pendenza verso il bordo (insomma, la superficie deve essere conica): in tal modo non vi sarà ristagno d'acqua (come invece capiterà nel caso della foto)
Ed un ristagno d'acqua significa un allevamento di zanzare, oltre al fatto che il piede metallico della struttura sarà facilmente soggetto a corrosione
(Nell'esempio della foto c'è tutto il tempo per rimediare: basta aggiungere ancora un po' di calcestruzzo...) - l'uso di catini (anziché dei classici secchi di vernice) permette di ottenere dei plinti più larghi e di superficie più ampia
lunedì 7 maggio 2012
L'angolo dello spam fotovoltaico
Nella moderazione dei commenti, mi trovo a cancellare un sacco di commenti del tipo "mio cugggino fa per il fotovoltaico i prezzi più basi di questo angolo della galassia", "per un preventivo telefona al xxxxxxxxx e dì che ti mando io", "quel fornitore è un ladro: vieni da me" ecc.
Indubbiamente antipatici, soprattutto nel contesto in cui vengono proposti, e resi ancor più antipatici dal fatto che cercano di mimetizzarsi spesso come commenti "seri"...
Però se un artigiano SERIO ha da proporsi SERIAMENTE, perché negargli un po' di sacrosanta pubblicità?
Quindi, se volete promuovere a vostra attività connessa in qualsiasi maniera al fotovoltaico: inserite senza timore un commento a questo post; metteteci pure i vostri riferimenti, inserite il link del vostro sito... e siate corretti.
Se volete promuovere la vostra attività che non nulla a che fare con il fotovoltaico... beh, procedete pure: in un post riservato esplicitamente allo spam, perché mai negare un link a chicchessia?
Per gli altri utenti: sappiate che quella presente in questo post è pubblicità, e vale come tale.
Ed adesso sfogatevi: buona vita e buon spam a tutti!!!!!
Indubbiamente antipatici, soprattutto nel contesto in cui vengono proposti, e resi ancor più antipatici dal fatto che cercano di mimetizzarsi spesso come commenti "seri"...
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domenica 6 maggio 2012
clamoroso: prezzo dell'energia elettrica ZERO!
No, non mi riferisco alla solita storiella "mettiti il fotovoltaico così la tua energia elettrica sarà a costo zero"... mi riferisco invece ad un evento clamoroso ed a cui (sperabilmente) in futuro dovremo abituarci: il prezzo del kWh in Borsa ha toccato lo zero per diverse ore diurne, è successo sul mercato del giorno prima per la zona Sud il 2 e il 3 maggio.
Ovvero: per merito dell'apporto delle rinnovabili nelle ore diurne di maggior produzione, unito alla scarsa modulabilità di produzione di quei dinosauri tecnologici che sono le centrali tradizionali, per alcune ore il costo dell'energia è sceso a ZERO EURO PER MEGAWATTORA.
Guardatevi un po' il grafico:
Se volete approfondire, leggete l'interessante articolo di Qualenergia.
Tutto da rallegrasi sotto un certo aspetto, ma da preoccuparsi per quelle che potranno esser le reazioni dei "soliti noti", delle lobby e dei potentati dell'energia. Sono da prevedersi colpi bassi, a danno delle rinnovabili, che ormai stanno minacciando seriamente la sopravvivenza della loro gallina dalle uova d'oro.
Sono già cominciati, se ci fate caso: secondo alcuni ridicoli personaggi della politica italiana (*) la colpa dell'elevata bolletta elettrica italiana non sarebbe determinato dai costi elevati del petrolio e del gas, dal fatto che le strutture tradizionali sono obsolete e poco efficienti, dal fatto che sono gestite da degli incapaci, dal fatto che le aziende produttrici ci lucrano sopra oltre il lecito... no, la colpa è del costo delle rinnovabili!!!
Peccato che a smentirli ci siano le stime di Irex, secondo le quali il fotovoltaico nel 2011 ha permesso agli italiani un risparmio di 400 milioni di euro!
(*) esiste un personaggio della politica italiana attuale che non sia ridicolo? A me non viene in mente nessuno... basti pensare che il politico emergente del momento è un comico. Beh, comico per comico, forse almeno in questo è il momento di affidarsi a dei professionisti... :D
sabato 28 gennaio 2012
500 Euro dalla Provincia di Gorizia per chi installa un impianto fotovoltaico
Il bando, pubblicato già nel Dicembre scorso, stanzia un contributo a fondo perduto per i residenti nella Provincia di Gorizia che vogliono installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa.
L’impianto deve avere una potenza nominale compresa tra 1 e 4,5Kwp, il contributo è di € 500, è cumulabile con l’incentivo GSE e va richiesto prima dell’inizio dei lavori di installazione.
Le domande devono pervenire entro e non oltre le 12.00 del 30/06/2012.
I soggetti beneficiari sono: persone fisiche proprietarie o usufruttuarie di abitazioni private, condomini di unità abitative e/o di edifici.
Gli immobili dovranno essere situati nel territorio provinciale e sugli stessi non dovranno sussistere procedure esecutive e pignoramenti in corso. Gli immobili devono essere esclusivamente ad uso abitativo.
Le domande, sulle quali dovrà essere apposta una marca da bollo di euro 14,62, dovranno essere redatte in modo completo secondo il modello predisposto, disponibile presso la portineria della Provincia o scaricabile QUI e dovranno essere consegnate a mano presso l’ufficio protocollo della Provincia di Gorizia, C.so Italia, 55
fonte: bora.la
mercoledì 23 marzo 2011
martedì 22 marzo 2011
I miei conti sul nucleare e sul solare
Quanto segue non è farina del mio sacco. E' uno scritto di Pietro Suffritti che ho pescato su Facebook.
Troppo bello per essere vero? Non credo...
E' veramente da un pò che faccio e rifaccio questi conti, li dico qua e là alla boia di un giuda, ed ho voglia di scrivere per bene tutto in forma comprensibile e unitaria.
Premetto che non sono un fisico, nè un ingegere, nè titolato in nessun modo a parlare di politica energetica.
Sono un semplice, banale informatico. Ma i conti li so fare, e so informarmi su internet. San Google è mio amico, e mi permette di cercare informazioni anche "grezze", cioè i dati originali, quelli che tutti ignorano perchè sembra che siano di difficile comprensione, preferendo quelli masticati, rimasticati e rivomitati da mille e mille spin doctor.
E che non son AFFATTO difficili da leggere come tentano di venderci. Sono solo numeri, ed hanno il vantaggio di essere certi e sicuri.
Per esempio, se devo fare i conti sul PIL italiano, non vado a vedermi le cifre su cui litigano PD e PDL, mi guardo quelle dell'ISTAT.
Ho un cervello, e non trovo poi così difficile trovare i dati originali, regolarmente pubblicati su internet. basta uscire dalla logica per cui quella roba e' "di difficile comprensione", e sapere dove andare a pescarli. cosa in cui, come ho detto, San Google aiuta molto.
Ma torniamo allo scopo di questa nota:
confrontare il termonucleare con il fotovoltaico come metodologie per aveve abbastanza corrente elettrica per fare funzionare le nostre industrie, i nostri frigoriferi e le nostre lampadine.
Nessun conto sui rischi, nessuna valutazione su chernobyl, three miles island o Fukushima.
Puri e semplici conti di SOLDI. Cosa conviene ECONOMICAMENTE
Intanto abbiamo bisogno del primo , e più importante dato. Ma di quanta energia elettrica stiamo parlando? per alimentare l'Italia quanta ne serve?
Per iniziare dobbiamo conscere meglio un'ente (che esiste, anche se i più non lo sanno) che "amme'cipiace e pparecchio":
Il GSE. Citando don abbondio "il GSE, chi era costui" ?
dalle pagine di descrizione sul sito ( http://www.gse.it/ ) :
"MissioneIl Gestore dei Servizi Energetici - GSE S.p.a. opera per la promozione dello sviluppo sostenibile, attraverso l'erogazione di incentivi economici destinati alla produzione energetica da fonti rinnovabili e con azioni informative tese a diffondere la cultura dell'uso dell'energia compatibile con le esigenze dell'ambiente. Il GSE concentra in modo esclusivo la sua azione su tali tematiche a partire dal 1° novembre 2005, quando hanno avuto efficacia le disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell' 11 maggio 2004 che prevedevano il trasferimento alla società Terna S.p.a. delle attività di gestione della rete di trasmissione nazionale, fino ad allora svolte dalla socetà GRTN - Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale S.p.a. A valle del trasferimento il GRTN è diventato il GSE per rendere più coerente la propria denominazione con la missione ad esso assegnata."
Insomma, il GSE è l'ente che in Italia dovrebbe gestire quella strana roba che si chiama "politica energetica", non fosse che il Governo italiano di solito non gli lascia fare il suo lavoro. ma visto che il GSE è sottoposto gerarchicamente al Governo..."ubi maior, minor cessat".
Non contento di tentare di fare il suo lavoro, il GSE mediamente ogni anno genera un classico pezzo di carta che nessuno legge dal titolo "Il Bilancio elettrico e le fonti rinnovabili in Italia", che fa il punto della situazione su:
1) quanta corrente ci serve
2) come ce la procuriamo
e' un documento MOLTO interessante, che vi consiglio di leggere. se l'ho capito io, lo capirete anche voi.
L'ultimo (2009) lo trovate qui:
L'ultimo (2009) lo trovate qui:
Se poi volete farvi DAVVERO del male potete anche leggere il papiello di 148 pagine titolato "Le attività del Gestore dei Servizi Energetici - Rapporto 2009", pieno anch'esso di dati curiosi, che potete trovare qui:
Ma torniamo alla nostro bilancio delle energie rinnovabili, tratto, direi, da fonte più che autorevole a questo punto. esso inizia con questa frase:
"Nel 2009 la richiesta di energia elettrica sulla rete in Italia è risultata pari a 320,3 TWh, circa il 6% in meno rispetto all’anno precedente. La crisi economica ha infatti interrotto il trend di crescita dei consumi elettrici."
ok, abbiamo il primo dato: ci servono 320,3 TWh, che tradotto in termini più comprensibili, sono 320.300.000.000 KiloWattOra, quelli che ci troviamo in bolletta (1 KWH = una potenza di 1000 Watt erogata per 1 ora).
Si, all'Italia servono 320.300 milioni di Kilowatt/ora.
Tanti, ma neanche una follia considerato che una famiglia media in un anno ne fa fuori circa 4000 solo a casa.
Ma il GSE ci dice ben di più in una simpatica immagine subito sotto. ci dice come la produciamo e come la usiamo.
nella fattispecie:
da fonti rinnovabili:
1) idroelettrico rinnovabile: 15,2%, 48,6 TWh
2) Biomasse, biogas e rifiuti: 2,2%, 7,2 TWh
3) Geotermica: 1,6%, 5,0 TWh
4) Eolica: 2,0% , 6,5TWh
5) Solare: 0,2%, 0,7 TWh
Totale da fonti rinnovabili: 21,2%, 68 TWh
da fonti non rinnovabili:
a) Termica tradizionale Solidi: 11,2% 35,9 TWh
b) Termica tradizionale Gas naturale: 44,7%, 143 TWh
c) altri combustibili: 7,5%, 24,1 TWh
sempre non rinnovabile viene considerata l'idroelettrica da pompaggio (il che a me sembra una cavolata visto che si tratta di un modo di accumulare un'energia idroelettrica, ma vabbè, io non sono un'esperto)
d) Idrica da pompaggio: 1,3 %, 4,3 TWh
oltre a ciò compriamo dall'estero 45 TWh, pari al 14,1% del nostro fabbisogno di 320,3 TWh... di cui in realtà arrivano a essere consumati 299,9 TWh visto che 20,4 TWh sono "perdite di rete", che possono magari essere abbattute con forti investimenti in elettrodotti ma non certo eliminate, visto che la fisica ci dice che quando una corrente elettrica passa in un cavo una parte di essa viene dispersa in calore senza possibilità di fare altrimenti (è uno dei simpatici effetti dell'entropia, e per gli elettricisti si chiama "resistenza", nulla di sconvolgente)
insomma, per diventare autosufficienti e toglierci dalle balle la termica tradizionale ci serve di produrre 248 TWh in più (203 + 45) di energie alternative
ok, abbiamo un obbiettivo. ora vediamo come raggiungerlo con i due metodi che ci siamo posti di confrontare.
Partiamo col nucleare, il metodo che il nostro governo ci ha indicato come via maestra.
Intanto, sapendo che "nucleare" non vuole dire niente, vediamo CHE TIPO di nucleare ci vogliono fare usare.
Si tratta di "roba" che dovremmo comprare dalla Francia, e qui ci viene incontro Wikipedia,http://it.wikipedia.org/wiki/Reattore_nucleare_europeo_ad_acqua_pressurizzata , pur avvertendoci che la voce è da controllare in quanto molte parti sono scritte da antinuclearisti fottuti e disfattisti.
Ma noi andremo a prendere solo i dati tecnici, e ignoreremo bellamente il resto, quindi come fonte di dati ci va bene.
Insomma, monteremo centrali EPR come quella finlandese di Olkiluoto, dove si sta costruendo il primo reattore EPR al mondo. Tralasciamo pure il fatto che non sembra che i finlandesi ne siano più particolarmente entusiasti (hanno litigato più di una volta frontalmente con la Areva, azienda francese a partecipazione governativa che la sta costruendo per la TVO, azienda finlandese che gestisce la centrale), vediamo i dati di questa centrale, copiaincollando da Wikipedia:
Caratteristiche generali del progetto base[5]
Potenza termica 4300MWt
Potenza elettrica (netta) 1600MWe
Efficienza elettrica (netta) 37%[6]
Fattore di carico (stimato) >92%
Vita operativa (stimata) 60 anni
Burnup (massimo)[7] >70GWd
Arricchimento combustibile fino al 5%
Di molti di questi dati ci interessa poco, quel che ci interessa e' vedere cosa generi questo "robo".
Dice che al massimo fattore di potenza utilizzabile questa centrale genera 1.600 MW, quindi e' pensabile che a "velocità di crociera" ne generi l'80%, cioè 1.280.
Moltiplicando per le ore in un anno ( 365 x 24 = 8.760) abbiamo i MWh che possiamo aspettarci di tirarne fuori, 11.212.800. cioè 11.212,8 GWh, cioè 11,2128 TWh.
A noi servono 248 TWh, quindi di centrali così ce ne servono 248 / 11,2128 = 22,12.
Considerando complesso costruire un dodicesimo di centrale, arrotondiamo a 23... che sono ben di più delle 10 che ci avevano detto, ma pensiamo pure che facciano differenza tra "reattore" e "centrale" e che quindi avremo centrali da 2 o 3 reattori.
Ci dicono che la vita stimata di queste centrali sarà di 60 anni, vorrei capire perchè i finlandesi vorrebbero dargli una licenza di funzionamento di 25 anni, ma si sa, quelli sono zucconi e credono alle favole degli antinuclearisti, tanto da costruire centrali a gogo. Quindi scusatemi, ma crederò questa volta a chi dice che la vita di un impianto termonucleare è di 25 anni, anche perchè chi fa questa stima è la signora Adriana Spera dell'ISTAT, che, francamente, dato il posto dove lavora, mi sembra una fonte affidabile.
I nostri amici della TVO finlandese (proprietaria di Olkiluoto) hanno anche un bel sito da cui trarre un mucchio di bei dati.
Il primo è quanto tempo prevedono ad oggi di metterci a finire il 3° reattore (quello EPR). Sono partiti a Gennaio 2002, prevedono di andare in produzione nel dicembre 2012, un netto di 10 anni.
Il primo è quanto tempo prevedono ad oggi di metterci a finire il 3° reattore (quello EPR). Sono partiti a Gennaio 2002, prevedono di andare in produzione nel dicembre 2012, un netto di 10 anni.
Poi ci dicono quanto hanno previsto di spendere ALLORA: 3 MILIARDI DI EURO in valuta del 2003. Dal loro sito http://www.tvo.fi/www/page/2305/ :
Commercial operation is expected to start in 2012. The total cost of the project is about EUR 3 billion (in 2003 currency), thus making it the largest single investment in Finnish industrial history so far.
Considerando che sembra abbia più cause aperte e vinte la TVO contro l'Areva di chissà chi, diamo pure per scontato che LORO spenderanno DAVVERO 3 miliardi di euro per il loro reattore N° 3.
Il che vuol dire che se saremo bravi come i finlandesi (e chi ci crede... ) per fare i nostri 23 reattori ci serviranno 69 Miliardi di Euro in valuta del 2003.
l'ISTAT ci disce che negli ultimi 2 anni si e' perso il 3,6 % del valore dell'euro, non ho trovato dati precisi negli ultimi 10 anni, ma direi che possiamo approssimare e dire 3,6 x 5 = 18%, quindi quei 69 miliardi diventano 81,42 miliardi di euro.
Ok, eccoci coi dati che cerchiamo. ci servono 23 reattori EPR, ci mettiamo 10 anni a farli, ci costano 81 miliardi e mezzo.
Per produrre l'impianto.
Però l'impianto da solo non fa proprio nulla, come ben sappiamo. serve il carburante per farlo andare.
E a questo punto ci viene utile un altro parametro che abbiamo visto nella tabellina sopra riportata, il Burnup Massimo.
che cavolo sarebbe questo Burnup?
Ci viene in aiuto Wikipedia alla pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Burnup
in pratica si tratta di una misura di quanto "consuma" una centrale termonucleare, che qui e' espresso in GigaWatt al giorno per tonnellata metrica di Uranio.
per citare wikipedia nel suo esempio illuminante:
"Ad esempio, considerando una tonnellata di uranio immessa in un reattore nucleare, se allo scaricamento avrà prodotto 240GWh di energia (che poi verrà trasformata in più o meno elettricità in funzione del rendimento dell'impianto), avrà un burnup di 10GWd/MTU . Da questa misura di può risalire al numero di atomi fissionati, considerando che una fissione di un nucleo di Uranio produce all'incirca 200MeV di energia (o equivalentemente 1 g di U235 completamente fissionato produce circa 1 MWd).
I reattori LWR di I generazione avevano dei Burnup fino a circa 30GWd, quelli attualmente in funzione di II sono sui 45GWd, mentre i reattori attuali di III Generazione hanno burnup che vanno dai 60 ai 70GWd."
in pratica ci stanno dicendo che questi impianti hanno bisogno di 1 tonnellata metrica (metrica per ricordarsi che si fa riferimento al sistema metrico decimale) di uranio ogni 70 Gigawatt/giorni che producono, pari a 70x24 = 1680 Gigawatt/ora, o per trasformare il tutto nella misura su cui stiamo facendo i conti, 1 tonnellata metrica di uranio ogni 1,68 TWh.
Peccato però che i reattori nucleari non si carichino "a metà" (il fermo di un reattore per cambiare il combustibile ha costi altissimi) e quindi questa volta non potremo fare i conti sui nostri 248 TWh necessari, ma su 1,600 GW x 8760 ore all'anno x 23 reattori x 25 anni di vita della centrale =8.059.200.000 GigaWattOra, o per meglio dire, 8.059.200 TWh.
bene, per fare generare 8.059,2 TWh nei 25 anni di funzionamento, ci servono quindi 8.059.200 / 1,68 Tonnellate metriche di uranio = 4.797.142,86 Tonnellate metriche di uranio arricchito al 5%
Dobbiamo quind trovare una fonte di valutazione del prezzo dell'uranio arricchito. la UXC per esempio (http://www.uxc.com/ ) si presenta come "The industry's leading source of Consulting, Data Services & Publications on the Global Nuclear Fuel Cycle Markets" , e che e' citata negli studi dell'EMEA, e sono gli estensori dell'indice di riferimento del costo dell'uranio nel mondo, l'UX U3O8 price, usato per esempio negli scambi di materiale fissile tra USA e Russia.
L'indice e' impostato ad US$ per Libbra, ed attualmente viaggia intorno ai 60 US$ dopo un picco a 73 US$
L'indice e' impostato ad US$ per Libbra, ed attualmente viaggia intorno ai 60 US$ dopo un picco a 73 US$
Una libbra sono 453,59237 grammi, quindi in una tonnellata ci sono 1.000.0000 / 453,59237 = 2204,6 libbre, quindi una tonnellata di uranio NON ARRICCHITO costa circa 132.277,00 Dollari, pari a circa (al cambio di oggi, 0.7077 euro per 1 dollaro) 93.612,00 euro.
Il che significa che le nostre centrali spenderebbero, SE USASSERO URANIO NON ARRICCHITO, 4.797.142,86 Tonnellate metriche di uranio x 93.612,00 euro =449.070.137.142,85 Euro.
un attimo, traduco questa cifra... 449 Miliardi 70 Milioni 137 mila 142 EURO e OTTANTACINQUE CENTESIMI!
5 volte e mezzo quel che costa COSTRUIRE le centrali!!!
E già così fisseremmo il nostro costo per 25 anni di produzione energetica a 449,70 + 81,42 miliardi di euro = 531,12 MILIARDI DI EURO.
Teniamo già per buona questa cifra, in quanto non sappiamo a quanto e' arricchito l'uranio dell'UX U3O8 price... ops, a dire il vero,lo sappiamo!
l'indice infatti dice che e' il prezzo base per l'uranio raffinato ma non arricchito, l'ossido di uranio, la cosidetta Yellow Cake.
D'altronde lo dice anche nel nome: prezzo per Uranio 3 Ossigeno 8, aka ossido di uranio, aka yellow cake.
PECCATO che come abbiamo detto, le nostre centrali invece necessitino di uranio arricchito al 5% .
E che sarà mai, quanto uranio si butterà via per arricchirlo al 5% ?
Qui entra in ballo il "QUANTO arricchito". i questo caso si parla di LEU, uranio a basso arricchimento (in inglese Low-enriched uranium (LEU))
wikipedia ci viene sempre in aiuto qui
e ci dice, in una frase topica:
"Per esempio, partendo da 100 chilogrammi di uranio naturale, necessitano circa 60 ULS per produrre 10 chilogrammi di uranio a basso arricchimento con contenuto in 235U del 4,5%, con scarti allo 0,3%.
Il numero di unità di lavoro separativo prodotto dai processi di arricchimento è direttamente correlata all'ammontare di energia che gli stessi processi consumano. I moderni impianti a diffusione gassosa richiedono tipicamente da 2.400 a 2.500 chilowattora (da 8.600 a 9.000 MJ) di elettricità per ULS mentre gli impianti a centrifuga a gas richiedono appena da 50 a 60 chilowattora (da 180 a 220 MJ) di elettricità per ULS.
Esempio:
Una grande centrale nucleare con una capacità elettrica netta di 1.300 MW richiede annualmente circa 25.000 kg di LEU con una concentrazione di 235U del 3,75%. Questa quantità di uranio viene prodotta a partire da circa 210.000 kg di uranio naturale utilizzando circa 120.000 ULS. Un impianto di arricchimento con una capacità di 1000 kULS/anno è perciò in grado di produrre l'uranio arricchito necessario all'alimentazione di circa otto grandi impianti nucleari."
HEY, ma così i parametri ci cambiano DUE VOLTE.
1) perche' ci servono 10 volte tanto l'uranio per avere del LEU, e quindi già di suo quel comustibile nucleare non ci costerebbe più 450 milioni di euro ma 4,5 MILIARDI di euro. in pratica ce ne serve 10 volte tanto.
2) perche' per concentrare l'uranio ci serve una centrale in più ogni 8.
ok, rifacciamo i conti, ora ci servono 23 / 8 centrali in più = 2,85 centrali... stesso discorso di prima, ce ne servono 3. totale 26 centrali.
1,600 GW x 8760 ore all'anno x 26 reattori x 25 anni di vita della centrale = 9.110.400.000GigaWattOra, o per meglio dire, 9.110.400 TWh. riproviamo il conteggio stavolta.
(9.110.400 TWh / 1,68 tonnellate di LEU che servono per farli ) x 10 tonnellate di Yellow Cake per ogni tonnellata di LEU = 54.228.571,42 tonnellate di U3O8 aka yellow cake
a 93.612 euro la tonnellata fanno 5.076.445.028.571,42 euro.
'Speta mi sono un po' perso con un cifrone che sembra uscire dalla fisica.
5076 MILIARDI 445 MILIONI 28 MILA 571 euro e 42 centesimi.
calco la mano sui 42 centesimi, gli altri sono una cifra che sembra impossibile.
Ma si parla dell'energia usata per 25 anni da una intera nazione che vanta una delle economie più ufficialmente prospere del pianeta... ci sta tutta.
Però teniamocela a mente.
il costo di 25 anni di nucleare in italia, SENZA CONSIDERARE L'ELIMINAZIONE DELLE SCORIE E L'EVENTUALE AUMENTO DEL PREZZO DELL'URANIO (inevitabile) sarebbe di OLTRE CINQUEMILA MILIARDI DI EURO.
Poi ci sono bazzeccole come il fatto che se il Giappone è nel bel mezzo della cintura di fuoco del Pacifico, noi siamo il punto di contatto tra la placca euroasiatica e quella africana, e che quindi cercare zone geologicamente stabili da noi è pura chimera come dimostrano tutti i nostri vulcani, ma questi sono dettagli che NON VOGLIAMO ENTRINO in questa analisi. Il concetto di "rischio" non ci interessa, lo lasciamo agli ambientalisti sfegatati.
Adesso facciamo i conti del fotovoltaico.
Non conosco i parametri di un fotovoltaico "da nazione", ma avendo appena montato i pannelli sul MIO tetto, quelli del fotovoltaico "da casa" ho imparato a conoscerli bene, quindi applicherò quelli, di cui sono certo, e non quelli, che sicuramente ci sono , con rendite ben più alte per le centrali "grosse".
Il mio impianto è da 4,32 KWp (kilowatt di picco), e' costato 19.000 euro iva esclusa, occupa 35 metri quadri, genera minimo (a Modena) 1000 KWh/anno per KWp (siamo MOLTO conservativi visto che la media per l'Emilia Romagna, che sta "abbastanza a nord" in Italia da essere considerata svantaggiata visto che più si va a sud più rende l'impianto, è considerata di 1100 KWh/anno per KWp).
Ora "generalizziamo" i miei dati.
1 Metro Quadro di superficie a pannelli genera quindi 4,32 / 35 = 0,12 KWp
Costa 19.000 / 35 = 542,86 euro posato e finito, compreso le tasse di allacciamento alla rete & so on, che allo stato non interesserebbero visto che le pagherebbe a se stesso.
genera in un anno (4,32 KWp x 1000 ) / 35 mq = 123,43 KWh
ha una vita GARANTITA di almeno 25 anni (perchè in realtà nessuno sa quanto durerà davvero, ma la tecnologia ha 25 anni e i primi impianti funzionano ancora, quindi il costruttore me li garantisce per quel tempo).
ora facciamo i conti di quanti metri quadri ci servono a noi italiani.
248 TWh = 248.000 GWh = 248.000.000 MWh = 248.000.000.000 KWh
248.000.000.000 / 123,43 = 2.009.236.005 metri quadri. sembrano veramente tanti, ma le misure quadratiche non sono lineari... infatti si tratta di:
2.009.236.005 / 10.000 = 200.923,6 ettari = 2009,236 Kilometri Quadri.
Per intenderci, l'Italia ha una superficie di 301.336 km², la sardegna di 24.090 km². si, stiamo parlando di una superfice pari a 1/12 della Sardegna.
In pratica, se tappezzassimo di pannelli le sole areee montane sarde, rivolte a sud e con una inclinazione "perfetta" di 20-30 gradi, ci basterebbe e avanzerebbe.
E stiamo parlando di una regione con 69,44 ab./km², il che vorrebbe dire creare disagio al massimo a 2009,23 x 69,44 = 139.520 abitanti SE i sardi fossero equamente distribuiti su tutta la loro superfice, cosa che sappiamo non essere vera.
Passiamo ai costi.
2.009.236.005 metri quadri x 542,86 euro = 1.090.733.857.247,023 euro.
traduco : 1090 miliardi di euro in valuta attuale.
PERO' PERO'... pero' anche qui c'è la fregatura, perchè, come ci diranno subito, l'energia non si conserva e ci serve anche di notte, quando il fotovoltaico non va.
Verissimo il fatto che di notte il fotovoltaico non vada, un po' meno il fatto che non si possa conservare l'energia.
Al di laà del fatto che lo facciamo da sempre pompando l'acqua in bacini che poi vuotiamo quando serve, diciamo però che nessuno di noi vorrebbe fare il bis del Vajont, che doveva essere proprio uno dei bacini per lo stoccaggio di acqua.
Oddio, con tutto il rispetto per le vittime del Vajont, temo che se invece di crollare la montagna nel bacino fosse esplosa una centrale nucleare le vittime sarebbero state MOLTE MA MOLTE di più.
Ma ci sono metodi anche più interessanti.
Nel 1830 circa un pirla (tal Michael Faraday, o a scelta tal Carlo Matteucci) formalizzò infatti le 2 leggi sull'elettrolisi, con la quale si separa l'idrogeno dall'ossigeno dell'acqua.
Con l'idrogeno si fanno girare benissimo svariati motori che generano altrettanto bene corrente elettrica. motori strani, visto che si chiamano Fuel Cell, o celle a combustibile, e hanno un rendimento proprio buonino con un costo proprio bassino.
Questo però ha ovviamente un costo energetico, che ho visto stimare nel 18% dell'energia da svariati faciloni, ma che visto che una cella a combustibile degna del suo nome ha una resa del 60%-70% (ce ne sono dichiarate al 75-77%), ma "qualcosa" si perde pure nell'elettrolisi , per stare tranquillo conteggero' nel 50%.
Questo vuol dire che dobbiamo produrre 248 + 50% = 310 TWh e gestire stoccaggio e distribuzione dell'idrogeno, gas DECISAMENTE pericoloso come scoprirono sull'Hindenburg.
rifacciamo i conti:
310 TWh = 372.000 GWh = 372.000.000 MWh = 372.000.000.000 KWh
372.000.000.000 / 123,43 = 3.013.854.006,32 metri quadri. aka 301.385,5 ettari = 3013,85 Kilometri Quadri.
3.013.854.006 metri quadri x 542,86 euro = 1.636.100.785.697,16 euro.
traduco : 1.636 miliardi di euro in valuta attuale.
Poi servono gli impianti per l'elettrolisi, le condotte, i sistemi di stoccaggio... tutte cose PERICOLOSISSIME mi dicono in quanto l'idrogeno va conservato o liquido a una temperatura prossima allo 0 assoluto (mi sembra esagerino un po' ma vabbè) o a ben 200 atmosfere. Terrificante, vero?
PECCATO CHE QUEGLI IMPIANTI CE LI ABBIAMO GIA'.
si chiamano METANODOTTI, da cui già attualmente, come abbiamo visto nel rapporto del GRE, generiamo ORA il 44,7% della nostra energia.
Il metano, come sa bene chi ha una macchina a metano, viene distribuito alle pompe a 240 atmosfere, trasportato allo stato liquido in impianti che funzionano benissimo tanto da farci investire nei famigerati RIGASSIFICATORI, che sono impianti dove viene preso allo stato liquido dai metanodotti e ritrasformato in Compressed Natural Gas, o CNG per gli amici, a 240 atmosfere.
Se poi si considera che il metano i chimici lo chiamano tetraidruro di carbonio, formula chimica CH4, sembra che non sia poi particolarmente complesso generare direttamente metano PURO avendo l'idrogeno.
L'ENEA, che di energia se ne intende, ci ha pure fatto un progetto sopra, il progetto Prometeo, a cura del Dott. Capriccioli, il quale nella sua relazione scaricabile QUI
ci dice, schiaffato lì in prima pagina :
"PROCESSO, APPLICAZIONI, STATO DELLA TECNOLOGIA - Il progetto Prometeo si propone di utilizzare “eccedenze” di energia elettrica da fonti rinnovabili (prodotte in ore di ridotta domanda) per produrre idrogeno elettrolitico (H2) che, reagendo con anidride carbonica (CO2), viene poi convertito in metano (CH4). Al momento della combustione, il metano così prodotto restituisce all’ambiente la CO2 assorbita nel processo dando luogo ad un ciclo virtualmente esente da emissioni di CO2. Esso può essere immesso in rete, usato per alimentare veicoli ad “emissioni zero”, accumulato per successivi utilizzi o anche utilizzato in celle a combustibile di tipo MCFC o SOFC. Il sistema si comporta come un volano energetico ad emissioni zero e si basa su tecnologie mature di immediata disponibilità quali l’elettrolisi e il processo di metanazione. La CO2 proviene da processi industriali, impianti chimici, impianti di gassificazione del carbone, o anche da impianti di separazione della CO2 (questi ultimi ancora in fase di sviluppo) installati in impianti termoelettrici.
PRESTAZIONI & COSTI - Rispetto alla semplice produzione di idrogeno elettrolitico, il processo Prometeo consente, con modesto aggravio di costo dovuto al reattore di metanazione, di assorbire CO2 e produrre metano che, oltre ad essere ad emissioni zero, può essere utilizzato in dispositivi di uso corrente e non richiede necessariamente, a differenza dell’idrogeno, l’uso di tecnologie avanzate e costose, come ad esempio le celle a combustibile. Il processo utilizza energia elettrica a basso costo (eccedenze notturne) e potrebbe beneficiare dei meccanismi di incentivazione in essere (e.g., certificati verdi) in riconoscimento della produzione di metano ad emissioni zero. Utilizzando ad esempio la produzione notturna di un generatore eolico da 100 kW, il processo è in grado di assorbire 5 Nm3/h di CO2 producendo 5 Nm3 di metano per ogni ora di esercizio dell’impianto, capaci di alimentare un piccolo autobus a metano (16 passeggeri) per circa 120 km. Considerando il costo dell’elettrolizzatore, l’analisi economica fornisce costi piuttosto elevati del metano prodotto (un minimo di 2 €/m3).
Tuttavia, l’aggravio di costi rispetto alla sola produzione di idrogeno è modesto e la valenza economica dell’idea alla base del progetto va valutata tenendo conto degli aspetti di flessibilità e diversificazioni legati al processo di accumulo energetico."
Insomma, pensate un po, le tecnologie esistono, le abbiamo studiate, rischiano di essere molto migliori di quelle che ho considerato qui, molto meno dispendiose (abbassando quindi i costi che ho considerato), ed oltretutto LE ABBIAMO INVENTATE NOI ITALIANI !!!!
E visto che le centrali a metano non solo ce le abbiamo già ma sono ad oggi la spina dorsale della nostra produzione energetica, che lo portiamo in giro , ci alimentiamo le auto, ci scaldiamo le case E ci facciamo energia elettrica sembrerebbe proprio che la tecnologia per gestirlo la conosciamo bene, no?
Ora, io sono un pirla e non valgo niente. ma due conti mi sembra di saperli fare.
PER LO STESSO RISULTATO (toglierci dalle balle la dipendenza da fonti fossili), col fotovoltaico, si spenderebbe 1/5 del nucleare. e avrebbe dei simpatici risvolti, come potere produrre metano chimicamente puro. E sarebbe realizzabile in tempi INCREDIBILMENTE più brevi del nucleare.
In più, se proprio dobbiamo pensarci, niente scorie.
I rischi ci sono? certo, l'idrogeno e' esplosivo, il metano brucia.
Ma una volta che è esploso , è esploso. Puoi ricostruire.
Una volta che è esplosa una centrale, aspetti un'era geologica per ricostruire.
Insomma, al di là delle considerazioni ambientali, ma CONVIENE investire in nucleare?
Secondo me, conti alla mano... no. e come vedete, il rischio nuceare non c'entra nulla.
E ho fatto i conti col fotovoltaico. L'eolico funziona anche di notte e sembrerebbe costare meno al KWh...
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