Ho deciso. Voglio i pannelli fotovoltaici sul mio tetto! Il perchè, dovrebbe esser ovvio... e se non lo fosse, lo spiegherò sul blog. Se volete accompagnarmi in questa avventura...
martedì 21 agosto 2012
SCONVOLGENTE PERCORSO DI UN TECNICO PER REALIZZARE E FARE INCENTIVARE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO
Una delle frasi più ricorrenti, in questo periodo di crisi, è che la burocrazia uccide il Paese.
Verissimo!
Voglio raccontare, a scopo dimostrativo della coerenza della mia affermazione, un caso reale e concreto di autentica follia, elencando con precisione a cosa va incontro un tecnico per completare l’iter burocratico per la realizzazione e l’incentivazione di un impianto fotovoltaico.
Supponiamo di essere sfortunati al primo passo e che l’edificio dove vogliamo installare l’impianto ricada in tutela paesaggistica o di centro storico. Via con la prima raffica di scartoffie di cui riporto un preciso e dettagliato elenco :
1) modulo di richiesta in funzione dei vari enti
2) estratto mappa catastale
3) estratto prg
4) tavola di progetto
5) relazione tecnica
6) Documentazione fotografica
7) documento di identità del richiedente/i
8) documento di identità del progettista
9) allegato di consenso nel caso di più proprietari.
Presentato il primo “plico” occorre armarsi di santa pazienza e aspettare che la Commissione esamini il progetto nella speranza che venga approvato. Supponiamo di essere stati fortunati ed avere ottenuto l’approvazione “al primo tentativo”. Ora disponiamo dell’autorizzazione della tutela.
Secondo passo del calvario : presentazione della DIA (o altro titolo autorizzativo/abilitativo) in Comune. Anche in questo caso la nostra stampante dovrà darsi da fare: sempre per non essere generico elenco con precisione gli elaborati necessari, premesso che questo aspetto è di competenza comunale e pertanto nella varie zone d’Italia possono esserci delle diversità. Il caso specifico è per la provincia di Trento.
1) modulo dia
2) modulo allegato B (elaborati parte integrante della domanda di concessione / denuncia d'inizio di attività);
3) modulo allegato C (provvedimenti relativi domanda di concessione / denuncia d'inizio di attività)
4) Eventuale parere positivo autorizzazione paesaggistica di cui sopra
5) planimetria di progetto con schema elettrico unifilare
6) relazione tecnica impianto
7) estratto mappa catastale
8) estratto prg
9) documentazione fotografica
10) documento del richiedente
11) documento del progettista
12) quadro sinottico degli elaborati
13) modulo statistica (vero capolavoro burocratico!)
14) comunicazione di inizio lavori (con tutte le scartoffie della ditta DURC, dichiarazione organico ecc)
15) modulo accettazione ditta.
Con una buona parte della risma di carta inserita nella stampante già consumata, proseguiamo e cambiamo “fronte” e iniziamo la maratona della connessione alla rete (più faticosa dei canonici 42.195 km) . Qui occorre fare un distinguo poiché ogni Ente Gestore ha il suo ITER. In Trentino lavorare con SET Distribuzione è abbastanza agevole avendo a che fare con persone che dimostrano disponibilità, capacità e soprattutto buon senso. Ma nel caso si avesse a che fare con ENEL le cose vanno in maniera ben diversa: un vero inferno, senza timore di essere retorici.
Ultimamente avrebbe dovuto essere messa in atto una semplificazione: i portali informatici Internet…. Ebbene, specie nel caso di ENEL, questa si è invece rivelata un’astuta trappola per ostacolare occultamente gli operatori. Il portale è quanto di più inefficiente e ingestibile possa esistere. Diverso per il portale SET che pare ben strutturato e, a parte qualche comprensibile problemino di start-up, funziona bene.
In ogni caso, cercando di uniformare la procedura, diversa appunto da gestore a gestore, l’iter è il seguente 1) Compilazione di modulo dati del cliente
2) Presentazione del progetto
3) Relazione tecnica
4) Dichiarazione di proprietà del tetto da parte dell’aspirante produttore
5) Documenti di identità.
L’Ente distributore risponde con un preventivo di connessione che dovrà essere sottoscritto con l’immancabile modulo. Dopodiché sarà presentata la fattura da pagare, la cui attestazione di pagamento dovrà ovviamente essere caricata sul portale.
Fatto questo inizia la parte più INSIGNIFICANTE del tutto. Realizzare l’impianto!
Una volta concluso questo lavoro assolutamente secondario, il massacro burocratico continua.
Ed ecco una nuova trappola per l’utente : il portale GAUDI!!!! Ovvero il Registro Nazionale degli impianti di produzione. Agli albori del fotovoltaico si chiamava CENSIMP (censimento impianti) ed era una pratica che si espletava in non più di 10 minuti. Ma siccome era troppo facile… hanno reputato necessario complicare e burocratizzare ancora di più le cose! Vediamo allora, sempre per essere precisi e non generici, i passi di questa ennesima pazzia. Prima registrazione sul portale con i soliti dati del cliente che ormai il tecnico conosce già a memoria: il primo risultato è un foglio di attestazione che l’impianto è stato “censito” . Una volta finiva appunto qui, ora no. Occorre, perdendo TANTO tempo rientrare nel portale per vedere se l’Ente Gestore ha “validato” la pratica. Fatto questo il tecnico deve attivare una diavoleria che si chiama UPNR o UPR (Unità produttiva rilevante o non rilevante). Poi deve, in un'altra sezione, andare ad inserire la data in cui l’impianto è stato finito. Ma non finisce qui! Ora il povero tecnico dovrà aspettare che ENEL e TERNA si parlino fra di loro (cosa che appare estremamente difficoltosa) per “abilitare la connessione”. Senza questo “importantissimo e fondamentale” (in senso ironico se non si capisse…..) passaggio, ENEL non va dall’utente a connettere l’impianto. In pratica deve abilitare sé stessa… senza che l’utente possa fare nulla.
Supponiamo di avere scavallato anche questa tappa …. di strada e di carta ne abbiamo ancora da stampare a tonnellate ( con gioia immensa degli energivori…). Passiamo quindi alla comunicazione di fine lavori ENEL….
Ecco la lista dettagliata e vi assicuro che non vi stiamo prendendo in giro: è tutto vero !
1) regolamento di esercizio
2) allegato a al rde - dichiarazione di conformità e verifica dell’impianto di produzione e sistema di protezione di interfaccia + foto autotest inverter
3) allegato b al rde - schema elettrico unifilare
4) allegato c al rde – elenco e recapiti del personale autorizzato
5) allegato d al rde - addendum tecnico al regolamento di esercizio
6) allegato e al rde : scheda sui rischi specifici relativi alle attività ENEL nel punto di connessione
7) allegato f al rde - dichiarazione sostitutiva per inverter ,per delibera aegg 84/2012
8) allegato a al preventivo- accettazione del preventivo – con c.d.i.
9) attestazione di pagamento del preventivo
10) attestazione gaudi ( si proprio lei…quella di prima!!!!)
11) allegato p , comunicazione fine lavori
12) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di avvio dell’iter autorizzativo
13) relazione tecnica (sopra i 6 kW).
A questo punto , forse, se non abbiamo sbagliato una crocetta o una scritta in uno degli infiniti moduli, che per aumentare il livello di difficoltà vengono modificati con ammirevole e perseverante frequenza, il nostro impianto è connesso alla rete.
Pensate sia finita qui?? No, no.. benvenuti nelle forche Caudine del GSE o ancora peggio delle Agenzie delle dogane (se l’impianto serve anche per autoprodursi l’energia e ha potenza superiore ai 20 kW…. In pratica se fai una cosa giusta devi essere giustamente punito con ulteriori massacri burocratici)
La pratica GSE è davvero un esempio inappuntabile del perché stiamo affondando come Paese… di come questa burocrazia inutile e idiota assorba energie che potrebbero essere usate in maniera più produttiva.
Iniziamo con entrare nel portale (se funziona…..) e registrare utente e impianto. Compilare una scheda tecnica che ha dell’incredibile (ad esempio dobbiamo riportare i numeri di matricola dei contatori di produzione e scambio installati….. ) e altre cosette.
Poi inizia la mattanza dell’inserimento degli allegati elettronici…. Anche qui non vi stiamo prendendo in giro anche se, effettivamente, pare una barzelletta…. Eccoli , numerati, con teutonica precisione:
1) richiesta di concessione tariffe incentivanti
2) certificato antimafia
3) dichiarazione sost. di atto di notorietà con allegato documento di identità
4) scheda tecnica finale d'impianto
5) relazione tecnica (solo impianti p> 6kw)
6) schemi elettrici di sistema
7) elaborati grafici di dettaglio
8) planimetria (solo impianti p> 6kw)
9) 5 fotografie impianto
10) elenco moduli fotovoltaici (ebbene si , numeri di matricola UNO AD UNO)
11) elenco convertitori
12) dichiarazione proprietà immobile
13) autorizzazione alla costruzione dell'impianto
14) dichiarazione del comune attestante la validità del titolo autorizzativo
15) comunicazione codice pod
16) verbali di installazione contatori
17) attestazione gaudi (ancora lei!!! Ormai anche chi legge ci sarà affezionato)
18) certificati di ispezione di fabbrica di moduli ed inverter
19) documento di identità del soggetto responsabile/legale rappresentante.
Ultimamente siccome non bastava…. altri 2-3 certificati dei pannelli ma ve li risparmiamo….
Ma anche con il GSE non è ancora finita…. Nella beata speranza che si ottenga l’agognata “TARIFFA RICONOSCIUTA” e non si incappi nelle più strampalate richieste di integrazioni, occorre ancora burocratizzare la convenzione Conto Energia e Scambio sul Posto (o ritiro dedicato), nel prossimo futuro quella per la tariffa omnicomprensiva. Di questo, per decenza,Vi risparmiamo i vari passaggi.
Se, per caso, il vostro impianto superasse la potenza dei 20 kW dovrete addentrarvi nel simpatico mondo della domanda per officina elettrica. Sarete stufi di elenchi, ma non mi esimo nello scrivere che sono circa 10 documenti. Poi dovrete abilitarvi su un ennesimo portale (qui davvero per riuscirci occorre essere un vero mago informatico tanto che sul mercato ci sono figure professionali che si propongono di fare esclusivamente questo) per comunicare ogni anno l’energia auto consumata.
Occorrerebbe scrivere un libro per snocciolare tutti gli ostacoli che la burocrazia, ideata ad hoc da “utili” enti, crea a tecnici e aspiranti produttori. Per essere ancora precisi un breve elenco : 4 diversi conti energia in due anni!, delibere AEGG, circolari VV.FF, e ultimamente una nuova norma tecnica di connessione, la CEI 0-21, che di tecnico non ha molto, ma è stata emanata ad arte con il principale scopo di ostacolare le connessioni richiedendo l’uso di materiali e dispositivi irreperibili sul mercato (voglio sentire chi si permette di confutare questa affermazione) , con lo scopo di aumentare artificiosamente il costo degli impianti. Tutto questo andando contro la naturale tendenza alla riduzione dei costi che dovrebbe portare un giorno al vero scopo e sogno di chi si dedica al settore: poter realizzare impianti senza incentivazione. Ma questo nostro sogno rappresenta anche l’autentico TERRORE dei possessori delle inquinanti centrali termolettriche (rendimento generale del sistema di produzione poco superiore al 40%... cioè il 60% del potere calorifico del combustibile bruciato e che inquina viene sprecato ) cioè i monopolisti…..
Una domanda ora pare lecita : vi sembra normale tutto questo? Vi sembra logico, civile?
Vi sembra indice di ricerca di competitività? Si sprecano fiumi di parole per incentivare la crescita e ci troviamo di fronte a simili paradossali situazioni?
O… forse, vi è una ferrea volontà da parte di chi perde svariati milioni di euro di guadagni, a causa della produzione di energia da fonti rinnovabili, di “impantanare” il settore con la burocrazia?
Vi pare normale che il responsabile del settore energia del Ministero dello Svilippo Economico sia una persona che ha lavorato anni proprio per ENEL?
Perché invece non si inizia a pensare alla completa riconversione del sistema di produzione di energia elettrica, della rete di distribuzione, sul principio che le centrali dovranno avere il compito di supportare con ampia capacità di modulazione di potenza la produzione da fonti rinnovabili che hanno profili di erogazione non totalmente prevedibili? (anche se sono stati fatti grandi passi avanti su questo).
E’ improponibile per un politico dichiararsi ufficialmente contrario alle Energie Rinnovabili, perché la gente ha capito che un futuro sostenibile passa solo ed esclusivamente attraverso la produzione di energia prodotta da fonti rinnovabili.
E quindi per bloccare tutto, per non fare perdere milioni di euro ai monopolisti dell’energia, ma non perdere nemmeno la propria “facciata” politica si ricorre ad una demenziale e apertamente velenosa burocrazia nella quale si riscontra, inoltre, la totale mancanza di rispetto nei confronti delle competenze dei tecnici abilitati ad esercitare la propria professione.
E’ triste e umiliante dovere riconoscere che purtroppo non vi stiamo raccontando una barzelletta né che si tratti di una lamentela di chi non ha voglia di lavorare….ma, come la storia insegna, le tecnologie migliori alla fine vincono e sarà così anche questa volta. Alla faccia di chi ci vuole male!!!
venerdì 20 agosto 2010
un cuore di legno con il fotovoltaico
mercoledì 24 giugno 2009
lo sviluppo del fotovoltaico in Italia ostacolato dalla burocrazia
GIFI ed ANIE hanno rilasciato congiuntamente un comunicato, nel quale deplorano gli ostacoli burocratici che si frappongono allo sviluppo del fotovoltaico in Italia; ed osservano che, curiosamente, il 25% degli impianti installati in Italia si concentra in Puglia e Lombardia, ovvero nelle uniche due regioni che applicano un iter autorizzativo semplificato...
martedì 17 giugno 2008
La quadratura burocratica del cerchio
Belve feroci non ce ne sono più, sabbie mobili neppure, i pirati turchi è da qualche secolo che non si fanno più vedere... l'unica cosa rimasta a donarci un po' di brividi ed emozioni è la burocrazia.
Avevo spiegato come, prossimamente, non sarà più necessaria la DIA per gli impianti fotovoltaici. Avevo spiegato come, nella mia regione (Friuli Venezia Giulia) forse non è già più necessario.
Tuttavia, disgraziatamente, casa mia cade in una zona soggetta a vincolo paesaggistico (e già il fatto che uno si ritrovi a dover scrivere "purtroppo" in un caso del genere è delirante...). Quindi, è comunque necessario il nulla-osta paesaggistico.
Ma come fare ad ottenere il nulla-osta paesaggistico se non è necessario presentare una DIA? Tutte le indicazioni, istruzioni e moduli che si trovano a questo proposito fanno comunque riferimento ad una DIA...
Chiedo al Comune. Meditano un po', e mi danno una risposta che si può sintetizzare con "Se non si presenta una DIA, al Comune non gliene frega nulla. Bisogna chiedere alla Sovrintendenza".
Chiedo alla Sovrintendenza. Mezz'ora di disquisizione filosofica sulla ratio della legge, sul ruolo degli enti locali e sul sesso degli angeli. Alla fine, la risposta è "Bisogna chiedere alla Regione".
Chiedo alla Regione. Altra mezz'ora di disquisizione filosofica sulla ratio della legge, sul ruolo degli enti locali, sulle autonomie degli enti locali e su quanti angeli riescono a ballare sulla capocchia di un ago. Alla fine, la risposta è "Bisogna chiedere al Comune".
E così siamo arrivati alla quadratura del cerchio: il Comune manda alla Sovrintendenza, la Sovrintendenza manda alla Regione, la Regione rimanda al Comune.
Forse bisognerebbe veramente emigrare... per il momento, mi limiterò a prendermi una settimana di ferie. Al mio ritorno, mi armerò di un randello nodoso e riproverò a chiedere agli interessati. Sperando di avere argomenti più convincenti, e di ottenere quindi risposte più circostanziate...
lunedì 9 giugno 2008
Niente DIA per il fotovoltaico: forse è la volta buona...
La norma che finalmente elimina la necessità di DIA per il fotovoltaico su tetti, con i pannelli complanari alla falda, sembra sia stata finalmente approvata dal Consiglio dei Ministri e che adesso basti la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale perchè diventi finalmente operativa...
Riporto la notizia completa:
Consiglio dei Ministri n.4 del 30/05/2008
La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:
il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 10.05 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi.
Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.
Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:
[...]su proposta del Ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi, e di Ministri di settore:
- quattro decreti legislativi, sui quali sono stati acquisiti i pareri prescritti, che recepiscono le seguenti direttive comunitarie:
[...]- 2006/32 in materia di efficienza degli usi finali dell’energia e servizi energetici (co-proponente il Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola). In materia di efficienza energetica il Consiglio, su proposta del Ministro Scajola, ha concordato di apportare con successivo provvedimento correttivo alcuni miglioramenti per semplificare le procedure ed estendere l’area di applicazione degli incentivi alla realizzazione di impianti con energie rinnovabili.
Sembra proprio che sia la volta buona... speriamo!!!!
giovedì 20 marzo 2008
La DIA per il fotovoltaico? Forse non serve più...
La cosa ci interessa perchè, tra le altre cose, recita:
Art. 11 Comma 3
"[...]Fatto salvo quanto previsto dall’art 26 comma 1 delle legge 9 gennaio 1991, n.10 [...] l’installazione di impianti….fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti [...] con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi, sono considerati interventi di manutenzione ordinaria e non sono soggetti alla disciplina delle denuncia di inizio attività [...] qualora la superficie dell’impianto non sia superiore a quella del tetto stesso [...]"
Il testo completo è disponibile sul sito del Senato, e precisamente qui.
Napolitano, se serve la penna te la presto io...
lunedì 28 gennaio 2008
La DIA: servirà o non servirà?
Nella mia regione (Friuli Venezia Giulia) vige la L.R. 5/2007 che, all'at. 39, dice qualcosa di molto interessante:
Art. 39 - Misure per la promozione della bioedilizia, della bioarchitettura e del rendimento energetico nell’edilizia
1. I Comuni introducono nel regolamento edilizio disposizioni finalizzate a promuovere la bioedilizia, la bioarchitettura, nonché gli interventi per il risparmio energetico, nel ri-spetto dell’articolo 6 della legge regionale 18 agosto 2005, n. 23 (Disposizioni in ma-teria di edilizia sostenibile).
2. Gli interventi per il risparmio energetico sono ammessi anche in deroga ai vigenti regolamenti nelle more dell’adeguamento di cui al comma 1.
3. Gli interventi finalizzati al perseguimento di obiettivi di risparmio energetico e che ne-cessitano anche di limitate modifiche volumetriche possono essere realizzati anche in deroga agli indici urbanistico-edilizi previsti dagli strumenti urbanistici e dai regola-menti edilizi.
4. Copia semplice dell’attestato di certificazione energetica o di rendimento energetico dell’edificio di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della diret-tiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2002, relati-va al rendimento energetico nell’edilizia), e successive modifiche, è depositata presso il Comune competente a cura del costruttore o del proprietario dell’immobile all’atto della richiesta di agibilità dell’immobile. Le modalità di raccolta ed elaborazione dei dati e di monitoraggio dei livelli prestazionali energetici degli edifici sono stabilite ai sensi dell’articolo 62.
5. I Comuni stabiliscono, per gli interventi di cui al comma 1, una riduzione del contribu-to di costruzione, se dovuto, in misura non inferiore al 5 per cento dell’importo.
6. Gli interventi per il risparmio energetico su edifici esistenti finalizzati a realizzare o in-tegrare impianti tecnologici si considerano attività edilizia libera.
7. Si considerano, altresì, attività edilizia libera gli interventi di climatizzazione realizzati nel rispetto degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi.
Quesitoche mi pongo: si può interpretare che la posa di pannelli solari (termici o fotovoltaici) sia "attività edilizia libera" e quindi, checchè ne dica o pensi il comune, non occorre nè DIA nè altro?La risposta che mi dò da solo è: la cosa è certa per i pannelli termici, ma non saprei se il ragionamento sia estendibile anche al fotovoltaico...
Per chi volese consultarsi tutta la legge: http://eddyburg.it/filemanager/download/11...7.TC.ott.07.doc